La collina occidentale

I santuari ctoni

 

Il territorio ad Ovest del fiume Selinos (Modione) - probabilmente occupato all’epoca dello stanziamento della colonia (VII sec. a.C.) - è costituito da una serie di aree sacre (temene) contigue, dove sorgono alcuni sacelli senza peristasi: il santuario presso la foce del fiume, il complesso sacro della Malophoros e il tempio M. La tipologia degli edifici rispondeva a precise necessità di ordine cultuale per le quali era necessario l’isolamento architettonico. I culti praticati in quest’area erano con tutta probabilità dedicati alle divinità ctonie e pertanto facilmente assimilabili alla religiosità indigena. Per quanto riguarda la cultura architettonica, la realizzazione di edifici di culto senza colonnato esterno è un’espressione della civiltà greca, estranea a influssi indigeni, ma la predilezione per questa tipologia in contesti demetriaci e tesmoforici, popolari in tutta l’isola, sembra essere un portato dei Greci di Sicilia.

Il tempio N

Orientato in allineamento con gli assi viari dell’Acropoli, il cosiddetto tempio N fu realizzato presso la foce del Selinos nel primo venticinquennio del VI secolo a.C. Si tratta di un sacello senza peristasi con profondo vestibolo chiuso e altare monumentale antistante. Ripristinato dai Cartaginesi dopo il  409 a. C.,  fu dotato di un portico a quattro pilastri con capitelli a gola egizia. Tra le offerte votive, le figure di kourophoros e di kourotrophos (dea che regge un bambino e dea in trono che allatta), rimandano ad una funzione divina connessa con il nutrimento, l’educazione e la riproduzione.  L’attribuzione del santuario ad Era matronale, il cui ruolo sembra fondamentale nella fase dell’insediamento coloniale, trova sostegno in un documento epigrafico frammentario rinvenuto nell’area. Attività cultuali, documentate da focolari, pietre sacrificali, stele anepigrafi e deposizioni, sono attestate ancora fino alla metà del III secolo. (C. Parisi Persicce).

Il santuario della Malophoros

Il complesso monumentale della Malophoros costituisce il fulcro dell’area sacra ad ovest della città. Il nucleo originario doveva essere un antico sacello, rettangolare e indiviso, eretto dai coloni megaresi. L’edificio sacro divenne probabilmente polo di aggregazione degli altri temene.
Alla metà del VI sec. a.C. l’area viene definita con la costruzione dei muri di peribolo e la separazione del temenos della Malophoros da quelli di Ecate e di Zeus Meilichios. Nella zona alta del santuario viene costruito un nuovo Megaron a pianta rettangolare tripartita (pronao, cella e adito) con altare monumentale antistante. Nella seconda metà del V sec. a. C. l’ingresso al peribolo viene monumentalizzato da un propileo con facciata interna ed esterna a due colonne.
Il nome Malophoros (colei che porta i frutti della terra) è da riferirsi al culto di Demetra (Pausania). Ad un contesto tesmoforico rimandano, infatti, le terrecotte dalla stipe votiva che richiamano riti connessi con la continuità della stirpe e la promozione della fertilità agraria.
L’area settentrionale del recinto è consacrata a Zeus Meilichios, divinità menzionata nella lex sacra di Selinunte. Al V sec. risalgono il tempietto distilo, il portico e l’altare esterno, intorno al quale sono state rinvenute numerose deposizioni, stele e defixiones. I sacrifici, prescritti dalla lex ad espiazione di un delitto di sangue, sono testimonianza di una dimensione privata del culto, oltre che della sua funzione politica.

Il tempio M

A pochi metri a nord della fonte della Gaggera, è stato messo in luce un edificio sacro allineato al sistema viario della città, su Manuzza. Il cosiddetto tempio M è a pianta rettangolare bipartita, attribuibile all’inizio del VI sec. a.C. La trabeazione di ordine dorico possedeva un fregio con metope lisce. Una scalinata metteva in comunicazione il tempio con un piazzale lastricato ad una quota più bassa. Tale spianata, dove si conservano i resti di un altare, doveva costituire la testata di un asse viario che collegava l’edificio alla città e, quindi, da intendersi anche come luogo di riunioni.