La chiesa di San Giovanni

La fondazione cinquecentesca e l'intervento neoclassico

 

Pianta Chiesa San Giovanni - CastelvetranoNel 1589 per iniziativa della famiglia Di Maio si diede inizio alla fabbrica del “Nuovo San Giovanni” di fronte ad una chiesa più antica dedicata al Battista, punto di aggregazione di un piccolo borgo realizzato extra moenia che si saldò alla città sul finire del XVI secolo. La crescita del culto parallela all’affermarsi dell’omonima confraternita, tale da far commissionare nel 1522 la statua di San Giovanni ad Antonello Gagini, e le rivalità con l’adiacente convento di San Domenico avevano reso necessaria la costruzione di una nuova chiesa, conclusa forse nel 1645. L’aspetto era diverso da quello attuale: si trattava di una chiesa colonnare a tre navate divise da arcate, transetto pronunciato, abside di dimensioni modeste, copertura a capriate lignee. Il campanile si trovava in posizione adiacente all’abside.

Sotto il principato di don Ettore Pignatelli e donna Giovanna, precisamente nel 1658 in coincidenza con quanto avveniva nella Matrice, furono iniziati i lavori di ampliamento del presbiterio uniformando anche il San Giovanni ai nuovi indirizzi architettonici. Il cosiddetto contra cappellone, dove campeggia la statua del Gagini in una nicchia decorata da Antonino Ferraro jr, venne ultimato nel 1661.

La scelta di un suolo in pendenza, dove era stato necessario ricorrere a opere idrauliche (recenti saggi geologici confermano la presenza di canali scavati nel tufo), procurò i primi problemi statici al campanile. La costruzione della nuova torre campanaria, realizzata accanto alla facciata nel 1777, fu il pretesto per una serie di interventi che fecero assumere alla chiesa l’attuale veste neoclassica. Si trasformò il tetto della navata principale: una grande volta a botte sostenuta da colonne binate occultò la copertura lignea realizzata da Pietro di Giato. Si rifece il prospetto, la cui superficie venne scandita da una cornice marcapiano e da lesene con capitelli che inquadrano il portale con timpano ed edicola. L’intervento più imponente riguardò la costruzione della cupola, su disegno di Vincenzo Palazzotto e Gaspare La Rosa, stuccata da Vincenzo Paolo Curti (si ricorda che nel 1781 anche la cattedrale di Palermo era stata interessata dal radicale intervento di Ferdinando Fuga  con l’innesto di una cupola neoclassica).

La fase costruttiva si concluse nel 1802. Il cantiere decorativo, che proseguì ancora per qualche decennio,  comportò la realizzazione di un vasto programma iconografico volto a celebrare la figura del Battista. La testa mozzata, simbolo del martirio, scolpita sull’archivolto del portale costituisce premessa alla narrazione della vita del santo, affrescata sulla volta della navata principale da Francesco Cutrona (le pitture distrutte da un incendio furono realizzate ex novo dal castelvetranese Gennaro Pardo agli inizi del ‘900). Gli affreschi del cappellone e dei pennacchi della cupola furono eseguiti da Carlo La Barbera su cartoni del palermitano Giuseppe Patania (M. Accascina). Francesco Ciresi, altro allievo del Patania, eseguì gli affreschi della crociera fra il 1834-38. In particolare, nelle volte del transetto sono raffigurate le tappe salienti dell’elezione di San Giovanni Battista a patrono della città. Dal 1695 infatti San Giovanni, dopo un’annosa “guerra tra santi” (R. Cancila) che in realtà costituiva una controversia civica fra ordini religiosi, confraternite e famiglie aristocratiche, è protettore di Castelvetrano. La chiesa a lui dedicata, chiusa al culto dopo il terremoto del 1968, è stata riaperta  nel 2000 dopo un cantiere di restauro conservativo.