Sistema delle piazze

La riqualificazione urbana del centro storico

 

La riqualificazione urbana delle tre principali piazze del centro storico cittadino, ossia piazza Carlo d’Aragona e Tagliavia, piazza Umberto I e piazza principe di Piemonte, progettata nel 2005 dagli architetti Pasquale Culotta, Giuseppe Guerrera e Tania Culotta e realizzata tra il 2006 e il 2007, costituisce uno degli episodi più interessanti nel panorama dell’architettura contemporanea a Castelvetrano.

L’intervento, promosso dall’Amministrazione comunale, era originato dalla necessità di riorganizzare la circolazione veicolare prevista dal Piano del traffico cittadino prevedendo essenzialmente la pedonalizzazione di queste tre piazze che, in questo modo, sarebbero state restituite al loro originario ruolo di spazi per la collettività, luogo di interscambio e commercio, nonché teatro delle principali manifestazioni cittadine.

Il progetto, che ha prodotto una reale riqualificazione dell’area, pur essendo chiaramente individuabile e riconoscibile, è stato basato sul criterio del minimo intervento e sul rispetto del contesto preesistente. Lo studio e l’accurato rilievo dell’architettura storica e del sistema viario a questa connessa hanno determinato le linee guida del progetto, fondato sul rispetto degli edifici preesistenti (palazzo Pignatelli, chiesa madre, teatro comunale, chiesa del Purgatorio e fontana della Ninfa).

Con l’obbiettivo di conferire un assetto unitario all’architettura delle tre piazze sono stati analizzati i problemi legati essenzialmente alla presenza del traffico veicolare di attraversamento delle piazze; all’esistenza di un’alberatura che non consentiva una chiara percezione delle principali architetture; a un’errata illuminazione pubblica; alla presenza della segnaletica e della cancellata del teatro Selinus. A partire da questi dati il progetto è stato basato su alcuni semplici interventi in grado di valorizzare il contesto esistente. La prima operazione è consistita nella ripavimentazione e pedonalizzazione del sistema di piazze, attraverso un trattamento unitario delle superfici di calpestio, caratterizzate da un rivestimento in pietra Misca locale, e l’annullamento delle barriere architettoniche, rappresentate fondamentalmente da una serie di dislivelli. La scelta del materiale da utilizzare ha costituito un sicuro e diretto riferimento alla storia e alla tradizione edilizia locale, mentre la volontà di rispettare gli allineamenti con gli edifici preesistenti, ottenuta attraverso una variazione della tessitura del basolato, ha permesso un dialogo con l’architettura storica.

Altri interventi hanno riguardato la parziale eliminazione delle alberature e il loro conseguente riposizionamento, la predisposizione di un adeguato sistema di illuminazione notturna, la progettazione di nuove sedute, configurate come bassi setti murari dal profilo squadrato (anch’essi in pietra Misca), nonché il riposizionamento del busto bronzeo di Giovanni Gentile, che è diventato il pretesto per la realizzazione di una nuova opera scultorea. Quest’ultima è stata ideata come un prisma triangolare in bronzo, dove alcuni celebri brani del pensiero del filosofo si concretizzano in pagine impostate su uno stilobate appena emergente dal piano della piazza, il cui strappo alluderebbe simbolicamente alla violenza della sua morte.