Itinerario Fuori Porta

L'Aironera e l'Acquedotto di Bigini

 

ABSTRACT
PERCORSO:
Fuori porta
TEMI:
Architettura Paesaggio Natura
 
Escursione nel territorio in prossimità del centro abitato di Castelvetrano. Seguendo alcuni viottoli di campagna si incontrano il Casino dell’Aironera, residenza di campagna dei principi Aragona Tagliavia adibita oggi a stalla e bovile.  Il percorso prosegue sulla strada sterrata e offre uno scorcio paesaggistico sulla vallata del fiume Modione dove si trova il ponte del seicentesco acquedotto di Bigini.

Descrizione Itinerario

L’itinerario Fuori Porta costituisce una proposta ancora poco sfruttata dai visitatori che giungono a Castelvetrano Selinunte.

Da Castelvetrano, imboccando la via Partanna e seguendo uno dei viottoli di campagna in contrada Favara si incontra il Casino dell’Aironera.

Il baglio venne realizzato da Giovanni Aragona Tagliavia e Zenobia Gonzaga agli inizi del Seicento come residenza per le battute di caccia con l’airone, molto in uso nelle corti italiane ed europee. La costruzione, a pianta quadrata con ampia corte al centro, rispondeva ai canoni architettonici delle residenze di campagna che in quel periodo cominciavano a diffondersi nell’agro palermitano. Il portale era sormontato da una guardiola, il piano terra adibito a magazzino, scuderia e stanze per la servitù; uno scalone dava accesso al piano nobile. Dell’edificio oggi è rimasto un rudere, per altro utilizzato per l’allevamento del bestiame. Antistante al palazzo un’ampia fonte era alimentata dall’acqua proveniente dalla condotta principale dell’acquedotto di Bigini.

Dopo la visita all’Aironera, il percorso continua seguendo le tracce dell’acquedotto. Ritornando sulla strada di campagna in direzione nord e imboccando il successivo sentiero a destra si incontra il ponte sul fiume Modione, parte dell’imponente opera di ingegneria idraulica realizzata dal maestro napoletano Orazio Nigrone e conclusa nel 1615. Oggi, grazie ai resti dei catusi in terracotta, è stato possibile ricostruire il percorso dell’acquedotto e analizzarne la struttura: dalle sorgenti di Bigini, contrada in prossimità di Partanna, la condotta  attraversava il Vallone della Paglia e il fiume Modione su due ponti, sostenuti da archi a sesto acuto. Il superamento per l’acqua dei due avvallamenti era reso possibile dall’applicazione della tecnica dei vasi comunicanti. Sul terreno vicino ai ponti è ancora visibile il sistema di vasche di carico e di scarico con parte dei catusi in terracotta, realizzati secondo i precetti vitruviani. Sulla sponda destra del Modione, la conduttura, parte in ipogeo e parte in viadotto, seguiva il costone del fiume sino alla quota di livello utile per procedere verso la città. Dopo la diramazione in contrada Airone, che alimentava la Casina dei Principi, superava il torrente Racamino su un ponte più piccolo presso la chiesa della Tagliata e da qui, costeggiando la via pubblica, giungeva nella parte più alta della città. Attraverso un sistema di smistamento riforniva fonti e bevai di Castelvetrano e si concludeva nella fontana della Ninfa dopo un percorso lungo circa sette kilometri.

La fruizione dei luoghi segnalati attraverso questo itinerario non è certamente immediata in quanto privi di un’efficace segnaletica e di infrastrutture specifiche. Le opere, benché ancora poco indagate, sono altrettanto peculiari del territorio e completano lo sguardo d’insieme della cittadina.